lunedì 16 febbraio 2015
Le dolci prelibatezze del compleanno di Petite
Il 12 febbraio scorso era il compleanno di Petite. Essendo giovedì e tornando tardi dal lavoro, Jolie ha organizzato la festicciola per sabato 14. E così Jolie si è data alla pazza cucina già da giovedì pomeriggio. Il risultato è stato stupefacente e la torta era da "il boss delle torte"!!!!
Posto sotto le foto dei vari dolci, perché solo guardando le foto si può forse avere un'idea di che squisitezze si trattava:
martedì 10 febbraio 2015
Ancora Carnevale: le cartellate
Domenica scorsa sempre per i week-end di Carnevale abbiamo provato a fare dei dolci fritti, le cartellate che in realtà nella regione di origine, la Puglia, si mangiano a Natale, ma che essendo fritti, quando eravamo piccole mangiavamo a Carnevale cucinate da un'amica di nostra madre che era di origine pugliese.
Noi abbiamo rivisitato un po' la ricetta rispetto a quelle tradizionali e abbiamo ottenuto dei dolci di Carnevale splendidi. Sono leggerissime e croccanti e "affogate" nel miele alla maniera pugliese.
Ingredienti:
50 ml di marsala (abbiamo deciso di sostituirlo al vino bianco)
250 gr di farina 00
50 ml di olio di oliva
buccia di mandarino
Per friggere e guarnire:
olio di semi di arachidi
miele liquido
codette colorate
Procedimento:
Far soffriggere nell'olio di oliva la buccia di mezzo mandarino per far insaporire l'olio. Aggiungere marsala, olio di oliva e farina impastando. Se necessario aggiungere altro marsala. Ottenere un impasto compatto. Cominciare a prendere dei pezzi di pasta per ottenere delle sfoglie che devono essere rese sempre più sottili con la macchina per fare la pasta all'uovo. Arrivata alla misura più fina io stendevo ulteriormente la sfoglia con il mattarello. Ricavare delle striscioline larghe circa 2 cm con la rotella dentellata con cui si fanno le sfrappe. Appiccicare ogni circa 4 cm con le dita inumidite di marsala i due lembi della strisciolina a ottenere come delle farfalline lungo tutta la striscia. Avvolgere la strisciolina a spirale lasciandola però larga e chiudere l'ultima parte della strisciolina appiccicandola con le dita bagnate di marsala. Una volta ottenute le cartellate (pare che il termine derivasse dal greco e significasse cestino), cuocerle in abbondante olio di semi di arachidi con delicatezza facendole dorare su entrambi i lati (cuociono molto poco essendo sottilissime). Far scolare su carta da cucina assorbente. Mettere sul fuoco il miele liquido e farlo scaldare bene. Inserire dentro mano a mano le cartellate rigirandole con delicatezza facendo in modo che prendano bene il miele. Tirarle su con una forchetta e metterle su un vassoio di ferro capiente e mano a mano cospargere di codette colorate.
Sono una vera prelibatezza ! E' un po' lunga la preparazione delle cartellate prima di friggerle però poi il risultato è veramente ottimo !
Eccole:
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Carnevale maceratese: la cicerchiata
Ecco un altro dolce di Carnevale. Si tratta della tipica cicerchiata che si fa in particolare a Macerata e in tutta la provincia maceratese. Ho letto che è un piatto tipico anche di altre regioni del centro Italia, ma forse ognuna ha la sua variante. Questa volta ci è venuta proprio bene, perché avevamo la quantità giusta di miele e zucchero con cui va guarnita la cicerchiata. Infatti se ci sono troppo o viceversa poco miele e zucchero, nel primo caso la cicerchiata diventa di pietra e risulta immangiabile; nell'altro caso i pezzetti di cicerchiata rimangono staccati l'uno dall'altro (si possono staccare con le dita e il pezzo di cicerchiata che si taglia per mangiarlo non rimane compatto ma si divide).
Ecco gli ingredienti per la pasta:
2 uova
2 cucchiai di zucchero semolato
4 cucchiai di olio di semi
2 cucchiai di mistrà
farina 00 quanto basta
E per la guarnizione:
125 gr di miele
75 gr di zucchero semolato
mandorle pelate da fare a pezzetti
scorzette d'arancia
olio per friggere e per ungere il piano su cui comporre la cicerchiata
Procedimento:
Impastare le uova con lo zucchero, l'olio, il mistrà e aggiungere la farina in modo da ottenere un impasto non troppo duro. Ricavare dei cordoncini e tagliarli in pezzettini piccoli (friggendoli poi nell'olio con le uova cresceranno) con un coltello infarinato. Cuocere i pezzettini (cicerchiata viene da cicerchia che è un legume tipo lenticchia) in abbondante olio di semi di arachidi. Scolarli su carta assorbente da cucina. Far sciogliere il miele e lo zucchero in una pentola capiente, facendolo arrivare a un lieve bollore mescolando. Aggiungere i pezzettini di pasta nella pentola, le mandorle sfilettate e ridotte in pezzetti col coltello e la scorza d'arancia sempre fatta a pezzetti. Mescolare bene in modo che il composto di miele e zucchero fuso arrivi dappertutto. Ungere con abbondante olio un piano meglio se di legno o di metallo (per esempio la tavola di legna per fare la pasta all'uovo o anche un vassoio di metallo) e rovesciarci sopra la cicerchiata (con un piatto in ceramica se non si mette parecchio olio sotto dove ci sono accumuli di miele e zucchero fuso poi diventa un po' difficile staccarla). Dare alla cicerchiata una forma circolare a corona aiutandosi con le mani bagnate cercando di compattarla. Farla raffreddare. Buon appetito e Buon Carnevale !!
Le foto della cicerchiata:
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lunedì 9 febbraio 2015
Bombe (o pesche) sofficissime di carnevale cotte al forno
Ormai è arrivato Carnevale e così abbiamo deciso di cimentarci in dolci carnevalizi nei vari week-end che ci porteranno fino a martedì grasso. Quindi qualche domenica fa è stata la volta delle bombe (o pesche) sofficissime ripiene alla crema. Avevamo già cucinato in passato delle pesche alla crema di carnevale al forno utilizzando la ricetta di quelle che normalmente si fanno fritte. Tuttavia nonostante anche quelle fossero molto buone, cercavamo qualcosa di più soffice. E così essendoci imbattute nelle scorse settimane nell'interessantissimo blog Il mio saper fare e avendo provato a cucinare le ciambelle sofficissime al forno la cui mitica ricetta è pubblicata lì, abbiamo pensato di riutilizzare la ricetta per realizzare delle bombe ripiene di crema per carnevale.
Ecco quindi gli ingredienti per la pasta (per 11-12 bombe):
115 ml di latte
30 g di zucchero semolato
1 uovo piccolo
225 g di farina 00
7 g di lievito fresco
50 g di burro morbido
vaniglia semi di 1/4 bacca
un pizzico di sale
Per la crema e la guarnitura:
2 tuorli d'uovo
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di zucchero
2 bicchieri di latte
1 vanillina
alchermes
zucchero semolato
Procedimento:
Sbattere l'uovo con lo zucchero. Aggiungere l'interno della stecca di vaniglia e il pizzico di sale. Aggiungere il latte e il lievito sbriciolato. Aggiungere la metà della farina, poi il burro ammorbidito a pezzettini. Sbattere con uno sbattitore elettrico per far amalgamare il burro. Aggiungere la restante farina e impastare fino ad ottenere un composto liscio (se necessario aggiungere ancora un po' di farina pe rimpastare, ma poca perché l'impasto deve rimanere morbido). Mettere in un recipiente spennellato con olio di oliva e ricoprire con un canovaccio. Mettere a lievitare in un luogo tiepido finché l'impasto non raddoppia di volume. Stendere l'impasto in una sfoglia di circa 1,5 cm e ricavare dei dischi di circa 8 cm. Per evitare che poi cuocendo si aprano a conchiglia sui lati (a noi è un po' successo -per le ciambelle invece il problema non c'era perché veniva fatto un buco al centro) cercare di dargli una forma arrotondata con le mani come una palla schiacciata senza però rimpastarle. Mettere a lievitare nuovamente in un posto tiepido (per esempio sopra il forno acceso) sulla placca del forno ricoperta con carta forno lasciando una certa distanza tra una bomba e l'altra per la lievitazione (coprirle sempre col canovaccio). Devono lievitare almeno 1 ora e mezza. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti (devono essere leggermente dorate; se il vostro forno cuoce molto anche 10 minuti se il forno è ben caldo). La crema va preparata prima, in modo di averla a disposizione quando tirate fuori dal forno le bombe. Quindi per fare la crema sbattete i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare spumosi, aggiungete la vanillina e mano a mano farina e latte. Fate cuocere sul fuoco portando a ebollizione sempre mescolando per evitare che si formino grumi o che la crema si attacchi. Per capire se è cotta provate la crema che non deve più sapere di farina. Mettete la crema in una tasca da pasticciere (noi usiamo quelle usa e getta). Passate le bombe calde nell'alchermes e poi con la bocchetta della tasca inserite la crema nelle bombe (basta fare un buchetto non profondo con la parte finale del cucchiaino) e siccome la pasta è sofficissima e piena di aria la crema si spanderà dentro la bomba (Potete anche prima riempirle di crema e poi passarle nell'alchermes, noi abbiamo fatto così, ma nell'altro modo evitate di "macchiare" la crema con l'alchermes). Terminate la guarnizione passando le bombe nello zucchero. Buon appetito ! Vi assicuro che non avevo mai provato una pasta più soffice. Sembra quella delle ciambelle che si comprano al bar (solo che quelle sono fritte mentre queste bombe sono al forno !) Vi consiglio di tentare a preparare anche le ciambelle da cui hanno origine queste bombe. Sono anche quelle spettacolari. La ricetta la trovate sul blog Il mio saper fare.
Ecco le foto delle super bombe sofficissime:
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martedì 13 gennaio 2015
11 gennaio: il compleanno di Jolie
Domenica era il compleanno di Jolie e Petite si è data da fare il sabato precedente a preparare delle succulente sfiziosità salate per il pranzo e una golosissima torta per il pomeriggio, che è stata "aggredita" come è d'obbligo al momento di aprire i regali, dopo il soffio da eolo sulle candeline con tanto di desiderio espresso. Per il menù salato Petite ha preparato dei piccoli tramezzini farciti con maionese, prosciutto cotto e provola, maionese prosciutto crudo e provola, maionese, tonno e carciofini, maionese, tonno e pomodorini; dei bagels americani che sono poi stati riempiti con salame e insalata, prosciutto cotto e formaggio e prosciutto crudo e formaggio (per la ricetta visitate il mitico sito di Anice e cannella); delle pizzette bianche con formaggio e carciofini e rosse con pomodoro, formaggio e maggiorana, pomodoro, formaggio e carciofini e infine una gustosissima focaccia al formaggio trovata nell'interessante blog Lilly loves (ho messo però meno olio di semi). Il tutto innaffiato da abbondante coca-cola senza caffeina - visto che siamo un po' stressate ;-)
Ecco una foto della tavolata:
E poi la mitica torta. Petite si è ispirata a diverse ricette. Per il pan di spagna ha usato la ricetta della torta nera che aveva già utilizzato per la torta al cioccolato e frutti di bosco. La crema l'ha preparata con panna vegetale montata e nutella ammorbidita a cui ha aggiunto loacker al cioccolato sminuzzati. Ha bagnato la torta con una bagna al wiskey (preparata con acqua calda e zucchero e wiskey) e poi ha ricoperto la torta con una crema ganache (si è ispirata in questo caso alla ricetta della torta con crema di nocciola e wafer di Giallo zafferano) guarnendola con fogliette di wafer loacker al cioccolato al latte. Ed ecco il risultato:
Una specie di grande cioccolatino !
Importante: la torta va mangiata subito, non è necessario lasciarla riposare, in quanto poi col passare delle ore in frigo i loacker si ammollano e non c'è più lo scrocchiare dei pezzetti di wafer nella crema....anche se comunque la torta rimane buonissima !!!
venerdì 9 gennaio 2015
La birra artigianale "La collina dei mici"
Quest'anno per Natale abbiamo deciso di regalare ai nostri parenti la birra artigianale che abbiamo poi chiamato: "La collina dei mici". Infatti sfruttando il regalo di Natale 2013 di Petite a Jolie, un kit completo per produrre birra artigianale (acquistato sul sito birramia), abbiamo deciso di cimentarci per la prima volta nella preparazione della bionda bevanda. I lavori sono iniziati la seconda settimana di settembre. La procedura è lunga e non proprio banale, ma il risultato è stato davvero ottimo ! Il procedimento comprende lo scioglimento del preparato di birra acquistato insieme al kit (nel nostro caso si tratta di birra irlandese Mountmellink) in acqua calda, poi l'aggiunta dello zucchero, la cottura, l'aggiunta dei lieviti, la fermentazione, lo spostamento in un altro fermentatore per diminuire i fondi che potrebbero dare alla birra un sentore troppo forte di lievito, la misurazione a più riprese della gradazione per vedere se la fermentazione era finita e infine l'imbottigliamento in bottiglie apposite per la birra - di vetro spesso per evitare che scoppino in quanto la fermentazione continua in bottiglia - Per noi non è stato facile tappare le bottiglie perché non avevamo un tappatore adatto e quel giorno ci abbiamo messo fino alle 10 di sera, ma poi ci siamo rese conto che ne è valsa la pena !) Dopo 15 giorni la birra si può provare. Poi va fatta riposare (in tutto circa 2 mesi) e alla fine era veramente super (la gradazione è di circa 5%). Tutti sono rimasti soddisfatti e il regalo è piaciuto molto. Di seguito le foto delle confezioni prima che le incartassimo. Abbiamo acquistato le confezioni in cartone su internet, le etichette erano state regalate col kit e quindi bastava compilarle e poi abbiamo regalato con le bottiglie anche dei boccali di birra in vetro che però nelle foto non si vedono perché sono nella confezione che li nasconde.Insomma è valsa la pena anche perché ce ne sono rimaste diverse bottiglie (in tutto abbiamo prodotto circa 20 litri di birra e quindi possiamo ancora trincare !!!
martedì 25 novembre 2014
Il piccolo Nonò
Dopo la scomparsa del dolce Massimo, abbiamo deciso, pur se tra mille incertezze, di prendere un altro micetto maschio e così sabato pomeriggio è arrivato il piccolo Nonò (si legge con l'accento sulla o finale - per questo l'ho messo anche se in francese non ci va - ed è diminutivo francese di Noè).
E' davvero un angioletto e per ora che è piccolo (è nato ai primi di ottobre) lo facciamo dormire al piano di sotto in cucina.....è già stato con le "zie", le gattone Melinda, Tigrilla e Pupella nella stalla, ieri mattina quando noi eravamo al lavoro, anche se loro come fanno sempre i gatti, che sono molto territoriali, non hanno apprezzato molto. Finché è così piccolino preferiamo non farlo stare fuori da solo, ma poi sarà come tutti gli altri mici, avrà a disposizione la stalla per dormire la notte e quando siamo in casa il sabato e la domenica e poi tutto l'esterno...speriamo che gli altri angeli con i baffi lo accolgano alla fine (lo "zio" Attila ancora non l'ha conosciuto !).
Intanto posto le foto del piccolino per dargli il benvenuto sulla "Collina dei mici" !
Ecco il dolce Nonò:
Sempre lui, il mitico esserino angelicante:
E' davvero un angioletto e per ora che è piccolo (è nato ai primi di ottobre) lo facciamo dormire al piano di sotto in cucina.....è già stato con le "zie", le gattone Melinda, Tigrilla e Pupella nella stalla, ieri mattina quando noi eravamo al lavoro, anche se loro come fanno sempre i gatti, che sono molto territoriali, non hanno apprezzato molto. Finché è così piccolino preferiamo non farlo stare fuori da solo, ma poi sarà come tutti gli altri mici, avrà a disposizione la stalla per dormire la notte e quando siamo in casa il sabato e la domenica e poi tutto l'esterno...speriamo che gli altri angeli con i baffi lo accolgano alla fine (lo "zio" Attila ancora non l'ha conosciuto !).
Intanto posto le foto del piccolino per dargli il benvenuto sulla "Collina dei mici" !
Ecco il dolce Nonò:
Sempre lui, il mitico esserino angelicante:
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Animali
lunedì 3 novembre 2014
La festa di Halloween
Per Halloween di solito ci diamo a folli cucine di dolci o piatti salati in modo da festeggiare questa festa divertente e d'atmosfera (oltre che intagliando la zucca, guardando film horror e leggendo racconti dell'orrore) gustando prelibatezze.
Quest'anno abbiamo deciso di darci al "dolce". Così avendo scoperto da poco la leggerezza dei dolci senza glutine abbiamo cucinato accanto a dei classici cupcakes fantasmini, con farina tradizionale, una torta al cioccolato e nutella il cui nome la dice lunga: "torta estasi", fatta con farina senza glutine, dei dolcetti ripieni di marmellata e cioccolata senza glutine a forma di zucca di halloween e teschi e infine delle "ossa" simil rocher e raffaello che chiaramente, visti gli ingredienti, non prevedendo farina, sono senza glutine.
Per i cupcakes fantasmini abbiamo preso la ricetta da Cookaround, modificando qualcosa. Ossia nell'impasto non abbiamo messo il caffè e per la crema abbiamo rivisitato un poco quella che nella ricetta veniva usata per il ripieno; abbiamo cioè aggiunto al mascarpone solo zucchero al velo e non caffè e infine della panna montata a piacere.
Poi col cioccolato fondente fuso a bagnomaria e una tasca usa e getta abbiamo realizzato gli occhietti e le bocche dei fantasmini.
Ecco il risultato:
Per la torta estasi e le finte ossa simil rocher e raffaello abbiamo preso le ricette dal blog zeroglutine, aggiustando solo qua e là qualcosa, ossiaper i wafer dei dolcetti rocher e raffaello che nella ricetta si dice di passare nel robot, abbiamo deciso di spezzettarli con le mani in modo che i pezzi rimanessero più grandi e si sentissero di più. Con gli impasti ottenuti abbiamo quindi realizzato dei dolcetti a forma di osso e per quelli simil rocher li abbiamo passati nello zucchero al velo per dare l'idea del bianco delle ossa.
Di seguito la torta estasi e le ossa dolci:
Per i dolcetti ripieni abbiamo usato la pasta frolla senza glutine che si fa così:
300 gr di farina senza glutine
100 gr di zucchero
100 gr di burro ammorbidito
1 pizzico di sale
1/4 di bustina di lievito per dolci
2 uova
Per la pasta scura cacao a piacere
Una volta che avete impastato tutti gli ingredienti la pasta va divisa in due e a una delle parti si aggiunge il cacao a piacere. Le due paste ottenute vanno quindi messe una mezz'oretta in frigo. Poi vanno stese in una sfoglia di meno di mezzo centimetro. Vanno ricavati tanti cerchi con un bicchiere. Su un cerchio si mette la marmellata o la nutella e l'altro cerchio della coppia deve essere ritagliato con un coltello a mo' di faccia di zucca o di teschio. Si cuoce in forno preriscaldato a 170° circa per 10-15 minuti.
Ecco i mitici dolcetti
Le zucchette:
E i teschi:
E infine una foto della tavolata al completo:
Per concludere foto della zucca di Halloween che ora è nel nostro capanno a seccare. Speriamo si secchi, ci piacerebbe avere una lanterna zucca tipo quella di Jack 'o Lantern !!!
venerdì 24 ottobre 2014
Torta a strati che passione !
Sabato scorso, su richiesta insistente di Petite, golosa a non finire, Jolie ha deciso di fare la torta a strati, che di solito prepariamo in occasione dei compleanni delle persone a cui vogliamo bene. La torta a strati è facile da realizzare ma il risultato è sublime. E' un dolce che mano a mano che i giorni passano diviene sempre più goloso e avvolgente !
Per fare la torta a strati occorre:
- un pan di spagna da 500 gr circa (se si vuole evitare di cucinarlo si può tranquillamente comprare nei supermercati, viene consegnato di solito ogni giorno tra i prodotti di panetteria preparati dalle panetterie appunto e confezionati. Se si è volenterosi potete usare la ricetta pubblicate nel blog Giallo zafferano, per la ricetta dei Lamingtons australiani).
per la farcitura:
- 4 tuorli;
- 4 cucchiai di zucchero;
- 4 cucchiai di farina;
- 1 bustina di vanillina;
- 4 bicchieri di latte da circa 180-200 ml;
- 2 scacchi grandi di cioccolato fondente (quello che di solito si usa per cucinare i dolci)
- panna da montare dolce vegetale
per lo sciroppo:
- liquore creola;
- acqua;
- zucchero.
Procedimento:
Preparare la crema, montando lo zucchero coi tuorli, aggiungere piano mescolando la farina e piano piano il latte evitando che si formino grumi e infine la vanillina. Cuocere su fuoco dolce sempre mescolando per evitare che si attacchi fino a che la crema non si rapprende bollendo. Provare la crema per verificare che non si senta il sapore di farina (se non si sente vuol dire che la farina è cotta e la crema è pronta). Dividere la crema in due parti e a una delle due aggiungere il cioccolato fondente per ottenere una crema scura al cioccolato. Lasciate raffreddare.
Intanto tagliare con un coltello lungo seghettato il pan di spagna in tre strati. Poggiare gli strati su tre vassoi. Preparare lo sciroppo facendo bollire dell'acqua. Aggiungere fuori dal fuoco lo zucchero facendolo sciogliere in modo da ottenere uno sciroppo dolce. Aggiungere la creola a piacere (provate lo sciroppo e fate in modo che il liquore si senta ma lo sciroppo rimanga comunque anche dolce).
Bagnare abbondantemente i tre strati con lo sciroppo ottenuto. Noi di solito usiamo un cucchiaio con cui bagniamo tutta la superficie.
Mettere la crema gialla su uno strato. Ricoprire con un altro strato di pan di spagna. Se la superficie che rimane sopra è troppo poco bagnata bagnate ancora un po' con lo sciroppo. Ricoprite il secondo strato con una parte della crema al cioccolato, lasciandone un poco per la farcitura esterna.
Montate la panna e piano piano aggiungete alla crema al cioccolato rimasta mescolando con gesti circolari con una spatola per evitare che la panna si smonti. Aggiungete la panna fino ad ottenere un colore marrone abbastanza chiaro. Ricoprite la torta e i bordi con questa crema (noi usiamo un coltello a lama grande liscia). Per rifinire sulla superficie e sui lati della torta fate dei ciuffetti di crema e di panna con la tasca da pasticceria (noi usiamo quelle usa e getta che sono molto comode). Jolie ha realizzato con i ciuffetti di panna e crema il disegno di un cigno sopra la torta, così oltre a essere buonissima era pure bellissima !! La torta a strati si conserva in un comune porta torte di plastica in frigorifero. Giorno dopo giorno la torta diventa sempre più buona perché si insaporisce sempre di più con lo sciroppo al liquore e i vari sapori delle creme e della panna si "assestano" sposandosi in un abbraccio avvolgentissimo !! Inutile a dirsi ma per martedì la torta era già finita !
Ecco le foto:
Ecco le foto:
venerdì 22 agosto 2014
Pizzette fritte che squisitezza !
Durante le ferie estive ci siamo riproposte di dedicarci anche alla cucina e cucinare piatti che di solito nel tram-tram della routine quotidiana non abbiamo tempo di fare. E così abbiamo deciso di rimangiare le pizzette fritte, una ricetta che è stata data a Jolie da una collega amante della buona tavola. Si tratta di semplici pizzette di pane che però vengono fritte nell'olio. Il risultato è furibondo ! E' una ricetta napoletana visto che come ben si sa i napoletani non si fanno certo sfuggire le golosità più furiose. L'impasto è quello della pasta di pane: un cubetto di lievito di birra, un bicchiere di acqua tiepida, sale e farina quanto basta per ottenere un impasto morbido. Si lascia quindi lievitare (se si vuole una volta che la pasta è lievitata si può aggiungere un cucchiaio di olio di oliva, ma non è necessario). Per ottenere 6 pizzette basta la metà delle dosi (con la dose intera ne vengono circa 12). Poi si fanno le pizzette che devono rimanere piccoline. Si condisce con passata di pomodori a pezzettini, origano e mozzarella a cubetti senza esagerare (meglio la mozzarella fatta proprio per la pizza, poco "lattosa"). Si scalda quindi l'olio di semi (di girasole, di arachide come si preferisce) in una padella capiente e quando è ben caldo si friggono le pizzette che nell'olio si gonfieranno e cuoceranno a puntino (ci vogliono pochi minuti). Per farle cuocere bene anche sopra si muove la padella con la mano in modo che l'olio passi anche sopra la pizzetta. Si scolano e si poggiano su carta assorbente. Si gustano ancora calde. Sono una vera delizia !!! Hanno il sapore delle frittelle di pane, ma molto più morbide e condite con il sapore classico della pizza (pomodoro, origano e mozzarella). Vivamente consigliate !!!
Ecco la foto per farsi un'idea:
Il maxi pomodoro
Quest'anno abbiamo deciso di piantare sei piantine di pomodoro "bistecca" e due di zucchine per avere della verdura "sicura".
E così, visto che non abbiamo tempo di stare dietro a un vero orto, nonostante lo spazio ci sia abitando in campagna, abbiamo piantato i pomodori su dei vasi capienti, più facili da gestire.
Purtroppo il clima inclemente di questa estate non ha facilitato le cose e le piantine, piantate all'inizio di maggio, sono cresciute bene ma poi, quando hanno cominciato a fiorire, hanno incontrato le temperature basse della notte e molti fiori si sono seccati e sono poi caduti (sotto i 14° si verifica proprio questo con le piante di pomodoro).
Però poi le temperature notturne si sono un po' rialzate e finalmente sono comparsi i primi mini pomodorini verdi.
Il problema però è stata la mancanza di sole e i pomodori hanno impiegato moltissimo tempo a maturare, così abbiamo raccolto i primi pomodori alla fine di luglio e quindi poi le piante non hanno avuto il tempo di produrne molti e ancora ce ne sono alcuni verdi che devono maturare.
Il primo pomodoro spuntato però (che è stato moltissimo sulla pianta) è diventato sempre più grosso (da noi soprannominato scherzosamente "il padre di tutti i pomodori") e quando l'abbiamo colto superava il mezzo kilo (circa 527 grammi !!!). Con orgoglio l'abbiamo fotografato e ora posto la foto. Poco meno pesante l'altro pomodoro colto insieme al primo che pesava ben 476 grammi (circa) !!! Chiaramente entrambi, come gli altri che si sono succeduti, erano buonissimi con una pelle morbida e un sapore intenso !!
Le zucchine purtroppo non hanno avuto la stessa buona riuscita e ci è toccato coglierle piccoline perché poi si avvizzivano sulla pianta...certo il clima folle di questa estate instabile e fredda non le avrà aiutate !!!
Di seguito la foto del maxi pomodoro:
E anche la foto dell'altro poco più lungo ma meno cicciottello e quindi meno pesante:
Ora ce li stiamo gustando tutti, speriamo durino il più a lungo possibile !!
giovedì 10 luglio 2014
Le fioriture multicolore dei Piani di Castelluccio
Sabato scorso abbiamo deciso di tornare a vedere i Piani di Castelluccio con la nostra cara mamma, che l'anno scorso li aveva visitati con degli amici ma che non era riuscita a vedere molte fioriture perché temporalmente era troppo presto.
Quando siamo arrivate lo spettacolo che si è mostrato ai nostri occhi era da mozzare il fiato: una tavolozza di colori, rosso, giallo, bianco, blu....anche se rispetto all'anno scorso il colore predominante era il rosso dei papaveri (forse le fioriture dei fiordalisi con questo freddo sono un po' in ritardo...).
Comunque lo spettacolo era da favola e quando il sole faceva capolino tra le nuvole il "mare" di fiori sembrava brillare !!
Abbiamo trovato le fioriture più corpose allontanandoci un po' di più da Castelluccio verso la strada che porta a Forca di Presta. E' stata un'esperienza da sogno e le foto rendono l'idea del mare di fiori.
Eccole:
mercoledì 9 luglio 2014
La commovente storia di Raju, l'elefante salvato dopo 50 anni di tribolazioni
Oggi inseriamo un post che ha poco a che fare con la collina dei mici e i suoi abitanti ma che vi parla sempre di natura e in particolare di animali. Leggendo le notizie in internet ci siamo imbattute nelle commovente storia di Raju, l'elefante indiano tenuto in catene per 50 anni dai suoi padroni aguzzini, che lo hanno catturato da cucciolo per farne il loro schiavo, facendogli condurre una vita di elemosine e accattonaggio per guadagnarci sopra, maltrattandolo con catene chiodate e portandolo alla denutrizione. Ci sono voluti 50 anni prima che gli esseri umani si accorgessero che così non poteva continuare e per fortuna dopo il lavoro di un anno, qualche giorno fa, tra il 3 e il 4 luglio, Raju è stato liberato dall'associazione Wildlife SOS India che è riuscita a liberarlo e a portarlo in una sorta di riserva in cui vivono altri 7 elefanti. Gli operatori dell'associazione hanno raccontato che quando Raju si è reso conto di essere libero ha pianto. Di fronte a una cosa del genere chiunque abbia un po' di cuore (perché a questo punto di "umanità" non si può parlare, visto come si sono comportati gli esseri umani verso questo povero animale indifeso), non può che piangere altrettanto ! Abbiamo quindi cercato l'associazione in internet, anche perché avevamo letto che avrebbero voluto lanciare una raccolta di fondi per Raju e gli altri animali (si tratta di un'associazione no profit che vive grazie alle donazioni e al lavoro dei volontari). E così abbiamo visto che avrebbero bisogno, in particolare per il gruppo di elefanti in cui è stato inserito anche Raju, di un nuovo generatore e di un trattore e che vi è la possibilità di donare qualcosa per Raju ma anche per gli altri animali.
Noi abbiamo deciso subito di fare una piccola donazione e speriamo inserendo questo post che chi lo leggerà farà lo stesso.
Raju è stata vittima della crudeltà degli esseri umani e ora gli stessi esseri umani (tutti, perché tutta l'umanità è colpevole nei confronti degli animali, basta pensare all''inquinamento e ai conseguenti cambiamenti climatici che portano all'estinzione degli animali, la poca considerazione che la "società umana" ha di loro nella vita di tutti i giorni, gli esperimenti fatti su creature indifese magari per testare dei cosmetici, ecc. ecc.) devono farsi perdonare.....
Ora Raju si gode i primi giorni di libertà e speriamo che con le cure dei volontari veterinari e degli operatori dell'associazione possa riprendersi presto dalla denutrizione, i maltrattamenti, le ferite inferte con le catene chiodate e dalle percosse e soprattutto il dolore per come è stato trattato !
Ecco i link alle varie notizie apparse sui quotidiani, giornali e notiziari online:
http://www.leggo.it/SOCIETA/ANIMALI/elefante_raju_catene_tolte_pianto/notizie/785257.shtml
http://www.ilgiornale.it/news/interni/libero-50-anni-pianto-dellelefante-commuove-mondo-1035447.html
http://www.tgcom24.mediaset.it/animali/2014/notizia/elefante-libero-lacrime-di-gioia_2055781.shtml
http://www.basilicata24news.it/2014/07/07/new-delhi-liberato-da-catene-elefante-raju-e-lui-piange-di-gioia-foto-96401/
http://youmedia.fanpage.it/video/aa/U7qm8eSw8WJ-8LZM
Ecco poi il link all'associazione dove potete ritrovare la storia di Raju:
http://www.wildlifesos.org/blog/raju-freed-after-50-years-chainshttp://www.wildlifesos.org/blog/rajus-journey-freedom-photo-jour (qui trovate le richieste del generatore e del trattore e la possibilità di fare una donazione).
Ad ogni buon conto il link diretto per la donazione è questo: http://www.wildlifesos.org/blog/rajus-journey-freedom-photo-jour (su " If you have a special purpose for your donation, please let us know. I want my donation to be designated toward" potete scegliere: Help Raju and elephants).
Se avete problemi con l'inglese è sufficiente che cliccate sopra le pagine con il tasto destro e scegliete "Taduci in italiano".
Alla prossima e "Forza Raju !!!"
Raju finalmente libero, inizia il suo processo di 'guarigione'. Qui si fa una passeggiata libera da catene, con un paio di banane che saranno poi il suo spuntino.
giovedì 3 luglio 2014
La torta di compleanno al limoncello con crema e ciliegie
Il 13 giugno è stato il compleanno della nostra cara mamma. Così abbiamo deciso di cucinare una torta fresca ma golosa. Dopo averci pensato un po' su ci è venuto in mente che avremmo potuto cucinare una torta a strati, che è sempre il top come torta di compleanno, rendendola però più fresca con la frutta e un liquore con gusto di frutta. ecco qua la ricetta e più in basso la foto.
Ingredienti:
- un pan di spagna rettangolare;
- 3 uova;
- 3 cucchiai di zucchero;
- 3 bicchieri di latte;
- 1 bustina di vanillina;
- 3 cucchiai di farina;
- limoncello;
- ciliege rosse (quelle rosso scuro);
- panna per dolci vegetale
Procedimento:
ritagliare una piccola fettina per ogni bordo del pan di spagna in modo che i bordi risultino gialli. Tagliare in due il pan di spagna e bagnare abbondantemente con liquore al limone (limoncello). Preparare la crema sbattendo i tuorli con lo zucchero finché non diventano chiari e spumosi; aggiungere gradatamente farina e latte evitando che si formino grumi e infine la bustina di vanillina. Far rapprendere la crema su fuoco dolce muovendo continuamente per evitare che si attacchi o si formino grumi. Lasciar raffreddare la crema. Nel frattempo snocciolare le ciliege che devono essere belle rosse del tipo rosso scuro. Aggiungere alla crema con una spatola la panna montata a neve fermissima noi di solito usiamo quella vegetale) facendo attenzione a che non si smonti. La quantità da aggiungere dipende dai gusti. Noi abbiamo fatto in modo di ottenere una crema con una consistenza "montata" che però avesse ancora evidente il sapore della crema originaria (il sapore della panna non deve coprire quello della crema pasticcera). Farcire il pan di spagna con la crema ottenuta e ricomporlo. Ricoprire con la stessa crema la superficie della torta. Tagliare a metà ogni ciliegia in modo da ottenere delle mezze ciliegie regolari. Cominciare a disporre a file regolari le mezze ciliegie lungo tutta la superficie della torta. Guarnire tutto il contorno della superficie della torta con dei ciuffetti della crema con cui è stata farcita la torta utilizzando una tasca pasticciera apposita con un becco piccolo (molto utili e comode quelle usa e getta). Guarnire con ciuffetti anche il resto della superficie (tra una ciliegia e l'altra). Tenere in frigo prima di servire.
venerdì 9 maggio 2014
I diplomatici
Sabato scorso, visto il tempaccio e visto che da tempo avevamo voglia di riprovare questi splendidi pasticcini, abbiamo deciso di cucinare i diplomatici. Potete comprare la pasta sfoglia e il Pan di spagna da usare per realizzarli, ma noi vi consigliamo vivamente di fare tutto in casa, anche se ovviamente ci vorrà più tempo. Sarete però ampiamente ripagati dal sapore, decisamente sublime.
Per 12 diplomatici sono serviti:
- 1 confezione di pasta sfoglia in due rotoli di forma rettangolare (come detto sopra, molto meglio usare la pasta sfoglia fatta in casa di cui trovate la ricetta nel blog, usando vero burro biologico)
- 1 pan di spagna da 500 gr (anche in questo caso vi consigliano di farlo in casa seguendo la ricetta che è pubblicata nel blog)
- 4 uova di crema;
- alchermes;
- zucchero al velo.
Innanzi tutto abbiamo steso i due rettangoli di pasta sfoglia (se l'avete fatta voi, come scritto nella nostra ricetta, togliete i due fogli dal frigo per usarli) in modo che avessero la stessa misura (circa 32 per 22 cm circa). Poi abbiamo picchettato con una forchetta i due rettangoli, messi su carta forno, su tutta la superficie. Vanno poi cotti in forno preriscaldato a 180° per dieci minuti. Poi vanno tirati fuori dal forno e spolverati con abbondante zucchero al velo e rimessi in forno per altri 10-15 minuti a 180 gradi, e poi a 200 gradi fino a doratura. Lo zucchero al velo permette che la pasta sfoglia caramelli e diventi dura. Bisogna quindi tagliare il pan di spagna a fette di circa 1,5-2 cm togliendo le parti "colorate" (quelle che stanno sulla superficie, sul fondo e sui bordi del pan di spagna). Queste "fette" vanno ritagliate in modo da coprire la superficie di uno dei due rettangoli. Nel frattempo si fa la crema: montare 4 tuorli con 5 cucchiai di zucchero, aggiungere poi 4 cucchiai di farina, 4 bicchieri di latte (da circa 180 ml) 1 vanillina. Si lascia poi addensare su fuoco dolce mescolando continuamente finché la crema non si rapprende, lasciandola poi bollire per 3 minuti. Attenzione ad evitare che si formino grumi quando la crema si addensa. Si lascia raffreddare versandola in una pirofila di vetro rettangolare, coperta con pellicola alimentare a contatto. A questo punto bisogna comporre i diplomatici. Si mette metà della crema su uno dei due rettangoli di pasta sfoglia (la crema va stesa sull parte che era stata spolverizzata con lo zucchero a velo). Per facilitare l'operazione potete usare una sac a poche usa e getta con bocchetta liscia (apertura larga). Poi si ricopre con le fette di pan di spagna, che vanno bagnate con l'alchermes (se volete potete mescolarlo con un po' di rum bianco, avrà un sapore più deciso). Il liquore deve essere presente su tutta la superficie delle fette, che risulteranno quindi rosse. Si ricopre con l'altra metà della crema (sempre usando la sac a poche) e infine sopra si posiziona l'altro rettangolo di pasta sfoglia mettendo la superficie che era stata spolverizzata con lo zucchero al velo verso l'alto, NON a contatto con la crema. Si spinge poi delicatamente con le mani sopra per far "unire" tutte le parti. Con un lungo coltello seghettato si ritagliano i bordi del rettangolo e poi i diplomatici stessi, incidendo prima i tagli verticali e poi quelli orizzontali. Per evitare che la pasta sfoglia si sbricioli troppo, il taglio deve essere fatto in questo modo: si incide prima la superficie della pasta con il coltello e poi si taglia a fondo con delicatezza sull'incisione. I dolcetti vanno poi spolverizzati con abbondante zucchero al velo e posizionati su un vassoio. Vanno consumati in breve tempo perché altrimenti l'umidità della crema e del liquore bagnano la pasta sfoglia che non è più croccante. A noi sono avanzati, essendone venuti 12, e li abbiamo mangiati anche il giorno successivo, conservandogli in frigo, e anche se effettivamente sono più morbidi sono comunque buonissimi!! Tuttavia per gustare il vero diplomatico - quello che si compra in pasticceria per intenderci ;-) - conviene non far passare troppo tempo. Ecco le foto di queste golosità uniche:
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