venerdì 26 ottobre 2018

La marmellata di uva fragola

Eccoci di nuovo qui. Questa volta vogliamo darvi la ricetta per fare una marmellata un po' particolare: la marmellata di uva fragola. Quest'anno la nostra vite di uva fragola ha fatto tantissima uva! Una parte l'abbiamo usata per fare il vino (che ora sta riposando in attesa di essere assaggiato), una parte l'abbiamo regalata ad amici e parenti. E con una parte abbiamo realizzato questa buonissima marmellata.
Ecco dunque gli ingredienti per ottenere 3 vasetti:
1 kg di chicchi di uva fragola già staccati dai tralci
1 bustina di Fruttapec 3:1
350 grammi di zucchero
Ed ecco il procedimento:
Dopo aver lavato l'uva e aver staccato i chicci dai tralci, passateli con un passaverdura. Buttate via le bucce e i semi che via via resteranno nel passaverdura.  Mettete la purea ottenuta in una pentola. Versate il Fruttapec e lo zucchero a freddo, mescolate e poi mettete sul fuoco a fiamma vivace. Portate ad ebollizzione sempre mescolando. Quando avrà spiccato un bel bollore, abbassate un po' il fornello e continuate a far bollire per 3 minuti, sempre mescolando. A questo punto fate la prova piattino: mettete un cucchiaino di marmellata su un piatto freddo, soffiate per freddarla e con un cucchiaino vedete se ha la giusta consistenza. Se sì spegnete, altrimenti lasciate cuocere per un altro minuto. A questo punto non vi resta che versarla nei barattoli puliti. Riempiteli fino all'orlo, e una volta chiusi capovolgeteli per 5 minuti. Quando si saranno freddati completamente sterilizzateli facendoli bollire in una pentola d'acqua (che deve coprire i barattoli) per 15 minuti. In questo modo la marmellata si conserverà anche per un anno.
Gustatela in ogni occasione, vedrete che vi stupirà col suo sapore di uva fragola!
Qui la foto dei nostri barattoli

giovedì 11 ottobre 2018

I ramen della collina

E adesso una ricetta salata! Sempre attingendo alle ricette di cucina del Sol Levante, questa volta vogliamo proporvi una rielaborazione dei Ramen, i famosi spaghetti di farina di riso in brodo. Abbiamo usato tutti ingredienti "locali", ossia reperibili nel paesino vicino alla Collina dei mici, cercando però di ricreare nell'aspetto e nella composizione degli elementi, la ricetta del paese dei samurai. A noi i Ramen della collina sono piaciuti molto. Ovviamente è d'obbligo mangiarli con un paio di bacchette giapponesi, non con una normale forchetta. Per l'occasione noi abbiamo usato delle splendide bacchette con su incisi i nostri nomi in lettere giapponesi, regalo della nostra carissima amica Mai di Kyoto.
Dunque ecco gli ingredienti per due piatti di Ramen:
1 carota;
1 fungo;
erba cipollina secca q.b.
1 dado bio di brodo di verdure "Alce nero"
1 fetta grande di petto di tacchino bio
olio di oliva
sale
3 "nidi" di spaghetti del tipo capellini
1 uovo sodo (facoltativo)
Procedimento: 
Mettete mezzo litro d'acqua in una pentola, al primo bollore aggiungete il dado e fate il brodo di verdure. Nel brodo cuocete la carne tagliata a pezzetti. Ci vorranno pochi minuti. Quindi versate in una teglia antiaderente un po' d'olio d'oliva, quindi aggiungete la carota e il fungo tagliati a dadini molto piccoli e salate a piacere. Mettete anche l'erba cipollina secca in quantità abboandante. Se fosse necessario aggiungete poca acqua per non far attaccare le verdure. Fateli cuocere coperti. Intanto cuocete i capellini. Appena cotti (ci mettono 3 minuti), metteteli sui piatti e aggiungete un mestolo di brodo. Quindi mettete sugli spaghetti la carne e le verdure, senza mescolare. Se avete scelto di mettere anche l'uvo, tagliatelo a fettine spesse e mettetelo sui ramen. A questo punto aggiungete il resto del brodo fino a riempire ciascun piatto. Ecco fatto, i vostri Ramen sono pronti da gustare!
Qui sotto la foto (noi questa volta non abbiamo messo l'uovo):

mercoledì 10 ottobre 2018

Dorayaki giapponesi con crema di cioccolata e confettura di fragoline di bosco

Oggi inseriamo la ricetta di golosissimi dolcetti giapponesi che possono essere gustati per colazione o anche per la merenda. Appassionate del Giappone, non appena ci siamo imbattute nella ricetta, navigando in internet, abbiamo deciso di provare subito a realizzarli. In Giappone in realtà il ripieno è costituito dalla confettura di fagioli rossi, tipica giapponese. Noi li abbiamo riempiti con crema al cioccolato Novi e confettura di fragoline di bosco Rigoni e il risultato è da urlo. Considerando quanto avevamo visto nel film giapponese "Le ricette della signora Toku", che ci è piaciuto moltissimo, abbiamo deciso di realizzare dei dorayaki un po' più piccoli rispetto a come venivano presentati nel sito Giallo zafferano, dove abbiamo trovato la ricetta. Con queste dosi vengono circa 20 pezzi (che diventano 10 perché i dorayaki si sovrappongono a mo' di panino in quanto si farciscono).
Ecco quindi gli ingredienti:
240 gr di farina 00 bio
2 uova medie bio
150 gr di zucchero al velo
20 gr di miele millefiori bio
180 gr di acqua
olio di semi per ungere la piastra
crema Novi
confettura di fragoline di bosco bio Rigoni
Procedimento:
Innanzi tutto mettere la crema Novi nel frigo in modo che si rapprenda un po' mentre si realizzano i dorayaki. Stesso discorso per la confettura. In questo modo sarà più facile farcire i dorayaki perché essendo ancora tiepidi al momento della farcitura, il ripieno tende a sciogliersi. Unire alla farina in una ciotola lo zucchero al velo, le due uova, il miele e il lievito fatto rinvenire in un po' dell'acqua degli ingredienti. Completare con la restante acqua. Mescolare bene fino ad ottenere un composto fluido e liscio. Ungere una padella di quelle tipo piastra antiaderente con un po' di olio di semi e levare l'olio in eccesso con la carta da cucina. Versare con un mestolo un po' di pastella sulla padella riscaldata in modo da ottenere un dischetto di circa 7 cm di diametro (attenzione perché mano a mano che si versa la pastella questa si allarga prima di fermarsi per il calore). Si possono fare fino a 2 dorayaki contemporaneamente. Quando sulla superficie si cominciano a vedere delle bollicine, rigirare il dolcetto con una spatola di legno e cuocere per 1-2 m anche l'altro lato (controllare il colore sollevandolo un po' con la spatola, perché non deve essere chiaro, ma di un bel colore caramello). Continuare fino ad esaurimento della pastella. Mano a mano che si fanno, i dorayaki vanno messi su un piatto ricoperto con un tovagliolo di carta, uno sopra l'altro in modo da mantenerli tiepidi. Al momento di gustarli tirare fuori dal frigo la crema Novi e con un cucchiaino mettere un'abbondante quantità di crema al centro del dorayaki, spalmando un po' la crema fino ai bordi (sui bordi va messo solo un velo di crema). Coprire con un altro dorayaki premendo bene i bordi con le dita (tra indice e pollice). Altro modo di farcire è di unire alla crema Novi anche la confettura. Sarà sufficiente mettere prima la crema al cioccolato (in quantità minore questa volta) e sopra la confettura. Si consiglia sempre di spalmare un po' i bordi con la crema di cioccolata per fare in modo che i bordi pressati con le dita si attacchino bene. Non è facile spiegare a parole la bontà sublime che si sprigiona al morso del piccolo panino giapponese !! L'unica cosa è fare questa incredibile esperienza ! Per cui datevi da fare e provate subito a preparare questa  prelibatezza!
Ecco il dorayaki che sussurra dolci messaggi di bontà (non sembra una boccuccia?!) dopo il primo morso: